digital divide, larga banda e tutte quelle cose lì

Si suggerisce spesso il tema digital divide come una delle 4 priorità su cui concentrarsi e magari fare cassa (con i fondi europei)

Si sente spesso parlare della banda larga, per la soluzione dei problemi della nostra economia.

A me sembra che l’atteggiamento sia:  ah, se avessi un vestito verde!  allora sì che le cose andrebbero meglio;  … se solo fossi più alto (o basso) di 10cm, tutto sarebbe perfetto …

Insomma ci manca sempre un centesimo per fare un milione.

Con la banda larga riusciremmo a brevettare di più ?  riusciremmo a creare più prodotti da vendere sul mercato estero ? riusciremmo insomma ad arricchirci ed arricchire il Paese ?

Avere la banda larga sarebbe sicuramente comodo, forse anche importante,  ma non mi sembra fondamentale per la creazione di nuovi posti di lavoro.

Forse dovremmo cercare di convincerci che i posti di lavoro non si creano con leggi o impostazioni di governo;   che i posti di lavoro veri, non si creano liberando i posti gia’ occupati, magari con le pensioni anticipate.

… e che l’economia non si risana finanziando opere pubbliche.

A me sembra che i posti di lavoro si possano creare  a fronte di nuovo lavoro: nuove aziende e/o nuovi prodotti;

Allora forse sarebbe piu’ importante avere forti e reali incentivi alla imprenditoria giovanile ed incentivare gli inventori di nuovi prodotti tecnologici e/o a basso costo di riproduzione: ad es il software.

Incentivare i giovani (entro i 35 anni), in modo che creino aziende di prodotto: per questo non servono 30/50k, ma ne servono dieci volte tanto.  Tante falliranno ma alcune rimarranno.  Ed anche per quelle fallite, non si deve pensare ad una perdita totale.

L’esperienza dell’imprenditore -anche se giovane- è un grande valore, da rimettere in campo.

Se vengono create nuove aziende, si creano posti di lavoro; se vengono creati nuovi prodotti validi sul mercato, si increamenta il numero dei posti di lavoro, nelle aree emergenti.

Si dovrebbe sostenere fortemente le aziende a costruire in Italia ed a vendere all’estero, magari studiando (non copiando) i modelli di altri paesi.

L’obiettivo è quello di creare aziende che inventino il lavoro, per i quale ci sarà bisogno di risorse umane.

Se le aziende ed i loro prodotti saranno di successo, ci sarà ricchezza per chi produce e per il Paese.

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