la liquidità manca ed il debito aumenta: che fare ?

Nonostante la generazione a cui appartengo, ammetto di non aver mai letto Il Capitale di Karl Marx: ai “miei tempi” sarebbe stato ignominioso confessarlo.

Qualche tempo fa ho anche tentato di recuperare: non sono andato oltre le prime 20 pagine; il compito si presentava arduo e la motivazione non era poi così forte.

Nondimeno, non vorrei rinunciare a dire la mia su alcune questioni attuali.

“Lo Stato non ha sufficiente liquidità” dichiara un intristito ministro Patroni Griffi, parlando dei debiti -circa 90 MD€- che lo stesso Stato ha con le Aziende italiane (devo immaginare che le aziende straniere, abbiano invece i mezzi per farsi pagare ? mah!).

Se a questo, sommiamo l’evasione fiscale che -almeno in teoria- cuba 180 MD€ (l’anno suppongo, ndr) e l’attuale debito pubblico, che cortesemente il sito www.chicago-blog.it aggiorna continuamente, permettendoci di osservare il veloce avvicinamento alla cifra di 1.900MD€ (millenovecentomiliardi), c’è il rischio che la vista si annebbi.

Ora a dirla tutta, se lo Stato ha 1.900MD di euro di debito, potrebbe pure farsi prestare altri 90MD per saldare l’imprenditoria italiana; in pratica non se ne accorgerebbe troppo.

Oddio, è anche vero che lo spread attuale è un po’ pesantuccio da digerire, no?

Ma forse ci sono anche altre strade più percorribili; strade che permetterebbero di essere un po’ meno ricattabili a livello finanziario e magari ci metterebbero anche in una luce diversa davanti al resto del mondo.

Una di queste -per carità, non la soluzione ai problemi del mondo, ma proponibile credo- è la seguente:
che ne direste di vendere una parte delle proprietà dello Stato ?

Non parlo del Colosseo naturalmente, né del Vaticano, che per altro non ci appartiene -anche se … con una decisa e veloce azione militare forse … ma lasciamo stare.

Dimenticate Colosseo ed affini. Intendo parlare del patrimonio immobiliare dello Stato italiano.
Qualche tempo fa si parlava di circa 700MD € da poter dismettere, ma in questa cifra erano comprese anche le partecipazioni in società quotate, che almeno al momento lascerei da parte.

Immaginiamo invece di vendere immobili per circa 400MD€: 300MD€ da destinare alla copertura iniziale del grande debito pubblico, 90MD€ per saldare i conti all’imprenditoria italiana e 10MD€ da investire in scuola, università, ricerca e sviluppo di nuove realtà imprenditoriali.
[Non lo avrei mai proposto con i precedenti governi, almeno non con quelli degli ultimi 20 anni, perchè il mio livello di fiducia nei loro confronti è veramente scarso; all’attuale governo Monti, sono disposto a fare un’investimento di fiducia: ma mi attendo dei dividenti entro l’anno in corso!]

Ripeto, non ho letto “Das Kapital” ma le quattro operazioni in croce riesco a farle: i 300MD€ ci consentirebbero di non chiedere ai mercati finanziari l’acquisto delle nostre cambiali, con un risparmio di soli interessi pari a circa 20MD€.
A questo andrebbero aggiunti i MD€ di credibilità acquisita davanti al resto del mondo, con il beau geste: non saprei come calcolarli, ma la sensazione è che non siano pochi.
Ho anche la sensazione che il Cancelliere Merkel si sentirebbe rinfrancata da tutto ciò e questo potrebbe anche aiutare l’Italia a riposizionarsi in alcune classifiche internazionali.

Immaginate l’impatto di 90MD€ di debiti sanati alle varie aziende italiane, costrette nel frattempo a farsi prestare soldi da banche che non hanno voglia di darne, se non a costi “quasi” illeciti.
Un letterale fiume di denaro, che almeno in parte sarebbe reinvestito dai nostri imprenditori più accorti.

Immaginate anche “soli” 10MD€, quanto bene potrebbero fare alle nostre università ed ai centri di ricerca: ricordo che in una visita recente all’INFN a Frascati, uno sconsolatissimo responsabile di progetto, raccontava che l’investimento necessario a mantenere in vita per un’anno tutto l’INFN valeva un po’ meno del costo di un singolo F35 (ricordate? i 135 aerei problematici per i quali dovremo sborsare un totale di 15MD€)

Tutto questo magari in alternativa -parziale eh!- alla pressione fiscale e ad alcune liberalizzazioni, che non riescono proprio a convincermi della loro bontà e necessità.
Lo so, dico molte sciocchezze, ma forse -almeno in parte- qualcosa si potrebbe fare ?

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